Un filo che lega arte e comunicazione

Un filo che lega arte e comunicazione

Per la prima mostra di Chiharu Shiota in Italia, al MAO di Torino, abbiamo realizzato una campagna multicanale capace di restituire la potenza visiva e concettuale delle opere, attivando il pubblico tra affissioni, digital e storytelling esperienziale.

La sfida: rendere visibile l’invisibile

Per la prima mostra personale di Chiharu Shiota in Italia, il MAO di Torino ci ha chiesto di ideare una campagna in grado di tradurre in comunicazione l’intensità visiva e concettuale del lavoro dell’artista. Una mostra fatta di fili, corpi, memorie e silenzi, da raccontare con la stessa forza poetica, ma anche con l’impatto necessario a portare pubblico nuovo nel museo.

Un filo che lega arte e comunicazione - La sfida: rendere visibile l’invisibile

L’idea: una campagna che intreccia media e sensi

Abbiamo costruito un concept visivo evocativo e potente, sviluppato su più touchpoint per massimizzare la visibilità: affissioni nei punti chiave della città, contenuti digitali e social, flight diversificati nel tempo, e un’attività speciale con gli influencer, dall’unboxing al racconto esperienziale della visita.

Un filo che lega arte e comunicazione - L’idea: una campagna che intreccia media e sensi
Un filo che lega arte e comunicazione - L’idea: una campagna che intreccia media e sensi
Un filo che lega arte e comunicazione - L’idea: una campagna che intreccia media e sensi

Lo sviluppo: arte che si fa rete

Il piano media è stato costruito in più ondate, per accompagnare tutte le fasi della mostra. I materiali creativi hanno rispecchiato il tono emozionale e immersivo delle installazioni. L’attività con i content creator ha permesso di estendere la narrazione al pubblico social, generando contenuti spontanei e coinvolgenti. Una campagna che ha intrecciato arte, comunicazione e territorio, come le opere dell’artista.

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